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| Diventò donna ora sposa l'ex moglie
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 LONDRA - È una favola d’amore dei tempi moderni e, come ogni fiaba che si rispetti, conserva il classico lieto fine. Protagonista di questa storia è l'ottantunenne Jan Morris, un tempo James Humphrey Morris, oggi una delle più celebri scrittrici inglesi. A distanza di 60 anni l’ex giornalista ha deciso di risposare Elizabeth Tuckniss, la donna che portò all'altare quando era ancora un uomo.
CINQUE FIGLI - La notizia della loro nuova unione è stata data ai microfoni della Bbc durante la trasmissione radiofonica “Bookclub” dalla stessa Morris che stava presentando il suo ultimo libro di viaggi intitolato “Venice”. Nel 1949, quando era solo un promettente giornalista James Morris sposò Elizabeth e da lei nel corso degli anni ebbe 5 figli. Tuttavia nel 1972 dopo essersi sottoposto a un intervento chirurgico per cambiare sesso in Marocco, James decise di divorziare dalla moglie e divenne per tutti la scrittrice Jan Morris. Adesso grazie alla legge britannica che permette le unioni civili tra persone dello stesso sesso Jan ha ufficialmente rigiurato eterno amore all’ex moglie e promette di rimanere assieme a lei fino alla morte
SEMPRE ASSIEME - In realtà i due coniugi, nonostante il divorzio, hanno continuato a vivere assieme nella loro casa di Llanystumdwy, nel Nord del Galles. Secondo quanto ha dichiarato la Morris, la cerimonia di unione civile tra i due ex sposi è stata celebrata lo scorso mese al comune di Pwllheli. Una coppia di amici avrebbe partecipato alla funzione in veste di testimoni e dopo la cerimonia si sarebbero trasferiti nella loro casa per gustare una tazza di tè. La scrittrice ha raccontato a Bbc radio: «Non l'ho ancora detto a nessuno. Ho vissuto con la stessa persona per 58 anni. Noi ci siamo sposati quando io ero giovane e lei al tempo prese il nome della mia famiglia. Poi ci fu la storia del cambiamento di sesso e fummo costretti a divorziare. Ma abbiamo vissuto sempre insieme. Così ho deciso di riunirmi a lei perché volevo chiudere le cose in bellezza».
VITA PASSATA - Nella sua precedente vita da uomo la Morris ha partecipato alla Seconda Guerra Mondiale ed è stato un famoso redattore del quotidiano inglese The Times. Proprio per il giornale londinese seguì nel lontano 1953 la spedizione degli scalatori britannici che per primi riuscirono a raggiungere la vetta del Monte Everest. Nell’ultimo trentennio Morris è stato autore di numerosi libri di viaggio, di importanti opere storiche sull’impero inglese, ma la vera fama internazionale l’ha ottenuta nel 1974 quando presentò alle stampe il libro «Conundrum» (pubblicato in Italia col titolo di “Enigma”), un'autobiografia nella quale raccontava la sua vita e la consapevolezza di essere intrappolata in un corpo sbagliato. Anche per l’ex moglie e nuova compagna Elizabeth in questi anni il rapporto con la scrittrice non è cambiato: «Siamo tornate assieme ufficialmente - ha commentato la donna all’Evening Standard -. Dopo che Jan decise il cambiamento sessuale noi divorziammo. Ma ciò non ebbe alcun significato per me. Abbiamo avuto sempre la nostra famiglia. Continuiamo ad andare avanti assieme». A chi gli chiedeva del loro futuro le due compagne hanno ammesso di voler essere seppellite assieme e che sarebbero felici se sulla loro tomba fosse scritto in inglese e in gallese: «Qui riposano due amiche alla fine della loro comune vita».
tratto da www.corriere.it
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SYDNEY - Una dodicenne australiana ha avuto l'ok per iniziare il trattamento per cambiare sesso, nonostante l'opposizione del padre (che vive altrove): un giudice del tribunale di Melbourne ha stabilito che la procedura è "nei suoi migliori interessi". Il quotidiano Sun Herald ha riferito oggi che la ragazza ha già iniziato un trattamento ormonale per sopprimere lo sviluppo della pubertà e potrà richiedere un nuovo certificato di nascita - oltre a passaporto e tessera sanitaria - sotto nome maschile.
Tenutasi a dicembre a porte chiuse, la causa è venuta allo scoperto solo ora con la pubblicazione del verdetto. "A mio giudizio e in base a tutte le evidenze -ha detto il giudice- il trattamento è nel suo interesse". La madre aveva chiesto al tribunale l'autorizzazione al trattamento dopo che la figlia, che ha confessato ai genitori e agli psichiatri il suo desiderio di vivere da uomo, ha cominciato a esprimere una forte ansia verso l'imminente pubertà.
La donna ha raccontato: "Dalla più tenera età si è identificata fortemente: femmina normale in termini di anatomia e fisiologia, si comporta e si considera come maschio in ogni senso".
Il verdetto è stato criticato dalla presidente dell'Associazione australiana dei medici, Rosanna Capolingua. Secondo lei, la migliore opzione è il rinvio. "Una persona di soli 12 anni attraversa un periodo di transizione e di formazione della propria identità".
www.repubblica.it
(27 maggio 2008)
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Preferisco nemmeno inserire l'articolo sull' "uomo incinto" perchè l'avrete letto sicuramente ovunque e se n'è parlato in tutte le salse...vi propongo invece questo articolo tratto dal Corriere della Sera:

TORINO — Cristina ha 40 anni, l'abito lungo e nero, il velo che le incornicia il viso. Si sveglia all'alba per le Lodi e prega molto, fino a sera, alternando il raccoglimento con l'assistenza e il lavoro. È suora francescana, castità, obbedienza e povertà, ma ha dovuto cercarsi una chiesa che la accogliesse perché la sua, quella cattolica romana, le ha «chiuso le porte»: quando è nata, Cristina era maschio, Marco, ma a 20 anni ha cambiato sesso, per poi trovare la sua vocazione. Un caso unico, difficile da accettare per i vescovi fedeli al Papa.
Ora è una religiosa della Riconciliazione, la piccola comunità monastica nata in Italia dalla chiesa vetero-cattolica, vicina a quella anglicana. È stata sua, ieri sera, la testimonianza più toccante alla veglia di preghiera torinese per le vittime di omofobia e transfobia. La serata avrebbe dovuto svolgersi nella chiesa cattolica di San Pietro a Cavoretto, ma ieri alle 18 è arrivato il contrordine: «Mi hanno comunicato che l'appuntamento era annullato — dice don Paolo Fini —. Avevo dato volentieri la chiesa, poi le stesse persone hanno preferito rinviare, non era più opportuno. Volevano che tutto avvenisse nella discrezione ma questa condizione è mancata». La veglia si è svolta nella chiesa vetero-cattolica. «Sono nata a Sezze e cresciuta dalle suore — dice Cristina — perché mamma e papà lavoravano. Fin da piccola mi sono sentita femmina. Il ricordo più brutto? Quando mi hanno sequestrato la Barbie. A 13 anni ho parlato a mia madre, mi ha accettato. Appena maggiorenne mi sono operata». Cristina si commuove di fronte alle immagini di San Francesco: «Il Cantico delle Creature è il primo testo che ho imparato, e non lo dimentico. Ma la mia vita da cattolica è diventata un inferno. Ho seguito un corso ad Assisi per le vocazioni, ho frequentato le Clarisse, poi mi hanno indirizzata al mio vescovo, a Latina. Saputa la verità ha detto parole terribili: "Sei nata uomo, non potrai né sposarti né prendere i voti". Sono scappata in Inghilterra, in un monastero anglicano. Oggi sono suora francescana e vetero-cattolica. Parlo con Dio, assisto, nel mio cuore resta il sogno di contemplare il Signore in monastero. La castità non mi pesa, la solitudine sì».
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Spot televisivo contro la discriminazione in ambito lavorativo
contro le persone transgender con Eva Robin's e Vladimir Luxuria.
Prodotto dal MIT di Bologna.
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MADRID – Quando ha smesso
di giocare, dieci anni fa, vinceva e si chiamava Josep, Giuseppe. Ora
che ha ricominciato a gareggiare, vince ancora, ma si chiama Natalia.
Il cambio di sesso non ha influito sulla graduatoria spagnola dei
migliori giocatori di scacchi: il primo, anzi la prima è sempre la
stessa persona, Natalia Parés Vives, transessuale di 52 anni.
LE VITTORIE - Il quotidiano sportivo Marca pubblica la
sua storia, dalla prima giovinezza, con connotati maschili, e
lusinghieri successi nella categoria juniores. L’allora Josep, teen
ager, era vice campione spagnolo nel 1973 e nel 1975, partecipò ai
campionati mondiali under 20 di Manila, nelle Filippine, si «mangiò»
alcuni dei più forti giocatori spagnoli e sfidò con successo anche Gary
Kasparov, nel 1988, in una gara simultanea a cronometro disputata a
Barcellona. Dieci anni più tardi, Josep giocava la sua ultima partita
e, come al solito, la vinceva contro Salvador Armengol. Quindi spariva
dalla scacchiera dei grandi tornei.
RE O REGINA? - Sono passati altri dieci anni e sulla scena è
apparso un nuovo fenomeno, stranamente somigliante a quello dileguatosi
nel ’98, ma con fattezze e generalità inequivocabilmente femminili:
Natalia è tornata a muovere torri e alfieri con la stessa abilità che
aveva prima del cambio di millennio e di sesso. Si è seduta al tavolo
da gioco per il Club Comtal di Barcellona davanti a Julio Hernando del
Barceloneta B, nel campionato a squadre della Catalogna e ha
risfoderato la classe di un tempo, sbaragliando gli avversari. Gli
intenditori non hanno avuto dubbi: era proprio lui, cioè lei: re o
regina, comunque numero 1.
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